Carl Harold Kingstone.|| Nato il 1 Aprile 1959 a London Borough of Brent (UK). || Morto il 6 Giugno 2011 a Londra nella East Land (UK). || Capelli: neri, leggermente ingrigiti. Occhi: castani. Carnagione: chiara. || Altezza: 1.92 m Peso: 90 kg. 71 kg al momento del decesso. || Marito di Abigail March dal 20 Dicembre 1987. || Padre di Enid Grace Kingstone dal 29 Gennaio 1990. || Umano. || Allineamento: Caotico Neutrale.
Ultimo di undici figli, cresciuto dalle cinque sorelle maggiori, Carl Kingstone voleva iscriversi all'Accademia di Belle Arti, raggiunto il diploma, la madre lo costrinse a rilevare l'attività di famiglia, ovvero il pub 'The King Stone' nella Est Land. Il padre, Harold Kingstone era morto di cancro alla gola, due anni addietro, Carl era l'unico sostegno per la madre, il figlio più piccolo, il più indesiderato.
Ombroso, introverso, Carl trovò pesante il lavoro ereditato, venne presto affiancato da Bobby Tyler, barista, socio in affari, migliore amico.
L'incontro con Abigail March fu casuale: una ragazza che porgeva volantini all'esterno del negozio per guadagnarsi l'indipendenza economica, Carl ne rimase subito affascinato, venne rifiutato due volte. Infine, Abigail, tornata da una vacanza, gli confessò di aver sentito la sua mancanza, di essersi innamorata di lui e da quel giorno, furono una coppia.
Sedici mesi di fidanzamento, un matrimonio civile, una convivenza tutt'altro che semplice: Abigail aveva un temperamento sanguigno, emotiva, apprensiva riusciva a rendere il marito ancora più chiuso in se stesso, parco di parole, generoso nello scolare birra e fumare sigarette.
A tre anni e un mese dalle nozze, nacque l'unica figlia, Enid, che rese stabile l'unione di caratteri diversi, quasi incompatibili, per qualche tempo.
Abigail e Carl cercarono di essere buoni genitori, né mancava loro l'amore, però nei fatti commisero degli errori, come qualsiasi padre o qualsiasi madre. Carl delegò alla moglie i contatti con Enid, limitò a pochissimi momenti l'interazione con la figlia, mentre Abigail che era già protettiva ed accentratrice, non fece niente per avvicinare Enid a Carl, si pose fra loro come unico canale di comunicazione, come un ponte fra due individui distanti e legati.
Carl era un uomo tormentato, neppure la moglie riuscì mai a strappargli più di qualche vago accenno a qualcosa che doveva essergli accaduta attorno ai diciassette anni, benché ancorato alla realtà dalla famiglia, la sua indole auto-distruttiva non si smorzò con la maturità, con la paternità, con una possibile serenità emotiva che rifuggiva, quasi non si ritenesse degno di possederla.
Cercò di vivere a suo modo, così era solito dire, ciò significava lavorare onestamente, essere un marito fedele, un padre affezionato, un buon amico, un uomo tanto contorto da logorare il proprio fisico, sino a stremarlo.
Sfiorò l'obesità almeno un paio di volte, poi iniziò a deperire, a non mangiare, a bere tea e birra, ad aumentare la dose di sigarette giornaliere.
Guadagnò una pancreatite, una ciste al pancreas in seguito rimossa, una sfilza di ricoveri ospedalieri, l'inizio di un edema polmonare e una sera di Giugno, un infarto fatale.
Il suo desiderio era sapere Enid tranquilla, soddisfatta di sé; il suo unico amore era Abigail March; la sua vita onesta era stata sempre indirizzata involontariamente a un baratro nel quale si gettò, lasciando la felicità che aveva a portata di mano.
Ombroso, introverso, Carl trovò pesante il lavoro ereditato, venne presto affiancato da Bobby Tyler, barista, socio in affari, migliore amico.
L'incontro con Abigail March fu casuale: una ragazza che porgeva volantini all'esterno del negozio per guadagnarsi l'indipendenza economica, Carl ne rimase subito affascinato, venne rifiutato due volte. Infine, Abigail, tornata da una vacanza, gli confessò di aver sentito la sua mancanza, di essersi innamorata di lui e da quel giorno, furono una coppia.
Sedici mesi di fidanzamento, un matrimonio civile, una convivenza tutt'altro che semplice: Abigail aveva un temperamento sanguigno, emotiva, apprensiva riusciva a rendere il marito ancora più chiuso in se stesso, parco di parole, generoso nello scolare birra e fumare sigarette.
A tre anni e un mese dalle nozze, nacque l'unica figlia, Enid, che rese stabile l'unione di caratteri diversi, quasi incompatibili, per qualche tempo.
Abigail e Carl cercarono di essere buoni genitori, né mancava loro l'amore, però nei fatti commisero degli errori, come qualsiasi padre o qualsiasi madre. Carl delegò alla moglie i contatti con Enid, limitò a pochissimi momenti l'interazione con la figlia, mentre Abigail che era già protettiva ed accentratrice, non fece niente per avvicinare Enid a Carl, si pose fra loro come unico canale di comunicazione, come un ponte fra due individui distanti e legati.
Carl era un uomo tormentato, neppure la moglie riuscì mai a strappargli più di qualche vago accenno a qualcosa che doveva essergli accaduta attorno ai diciassette anni, benché ancorato alla realtà dalla famiglia, la sua indole auto-distruttiva non si smorzò con la maturità, con la paternità, con una possibile serenità emotiva che rifuggiva, quasi non si ritenesse degno di possederla.
Cercò di vivere a suo modo, così era solito dire, ciò significava lavorare onestamente, essere un marito fedele, un padre affezionato, un buon amico, un uomo tanto contorto da logorare il proprio fisico, sino a stremarlo.
Sfiorò l'obesità almeno un paio di volte, poi iniziò a deperire, a non mangiare, a bere tea e birra, ad aumentare la dose di sigarette giornaliere.
Guadagnò una pancreatite, una ciste al pancreas in seguito rimossa, una sfilza di ricoveri ospedalieri, l'inizio di un edema polmonare e una sera di Giugno, un infarto fatale.
Il suo desiderio era sapere Enid tranquilla, soddisfatta di sé; il suo unico amore era Abigail March; la sua vita onesta era stata sempre indirizzata involontariamente a un baratro nel quale si gettò, lasciando la felicità che aveva a portata di mano.


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