I'm thinking of you
Wonder where you are tonight
I wish that I could hold you tight
I'm thinking of you
Wish you could stay
But you're so far away
So far away.
Wonder where you are tonight
I wish that I could hold you tight
I'm thinking of you
Wish you could stay
But you're so far away
So far away.
Non so come avremmo raggiunto Londra, senza l'aiuto di Samuel. È entrata con l'imbarazzo di un ragazzino, mi ha rifilato del cibo e prima di uscire, si è voltato e ha compreso: eravamo imprigionati nelle nostre fragilità, immagino che abbia veduto centinaia di persone come noi, incapaci di reagire con la necessaria lucidità, nonostante avesse litigato con Wilfred, gli ha offerto un aiuto che io non sapevo fornire e non perché Wilfred si sarebbe rifiutato di picchiarmi.
«Quando si è come il tuo amato e si è così arrabbiati, bisogna sfogarsi e sfogarsi fino a non capire più nulla, o sbaglio? È per questo che hai tirato quel pugno prima, perché hai talmente frenesia dentro che non sai come tirarla fuori.»
«Quando si è come il tuo amato e si è così arrabbiati, bisogna sfogarsi e sfogarsi fino a non capire più nulla, o sbaglio? È per questo che hai tirato quel pugno prima, perché hai talmente frenesia dentro che non sai come tirarla fuori.»
Peter era un amico, un ricordo dolce e piacevole, la sua voce bassa accarezzava gli schiamazzi del pub, quando si accorse che la presenza di altre ragazze con suo fratello mi feriva cominciò a distrarmi con la sua conversazione brillante, con la sua ironia sottile, con la sua sensibilità delicata.
Quando morì papà, Peter trovò il tempo di passeggiare con me al parco e di ascoltare discorsi che giravano a vuoto sull'uomo che avevo perduto, lasciava pochi consigli perché sapeva non era il momento di elargirli.
Una sera, eravamo rimasti su una panchina nei giardini francesi di Hyde Park, dietro di noi, c'era chi si godeva il fresco sulle sdraio, io ascoltavo lo scrosciare dell'acqua nella vasca, le ninfee scivolavano piano da un bordo all'altro della fontana. Non avevo niente da dire, come Wilfred, Peter sapeva rispettare i miei silenzi.
Mi voltai, d'un tratto per sorridergli, per rassicurarlo che stessi bene, lui si accostò ed accettai il suo tocco gentile sulla testa, un gesto di affetto, in fondo, anche suo fratello mi aveva abbracciata e lasciata piangere sulla sua spalla, ma Peter non desiderava soltanto quello.
Tentò di baciarmi, posai una mano sul suo petto, mi accorsi di quanto il battito fosse accelerato, si scostò in fretta.
Ha chiesto perdono talmente tante volte da farmi credere si fosse incantato, come i vinili della mamma. Lo rassicurai: non era successo niente di riprovevole, era stata l'atmosfera, la tensione nervosa, la mia scarsa comunicabilità.
Peter scosse la testa, non disse altro, si scusò altre cinque o sei volte, sino a quando non gli domandai di rientrare.
Era attratto da me?
Può darsi, forse soltanto per una sera, forse solamente per il mio dolore.
«Non si possono salvare tutti Wilfred, nemmeno volendo. Non avresti potuto qui, da Sunnydale, non avresti potuto se fossi stato lì, perché purtroppo le persone quando si mettono su una determinata strada, al primo passo sono segnate.»
Non so cosa sia successo, era felice con Serena, nei suoi occhi c'era una luce nuova, ci salutammo come amici, restammo in contatto come amici, l'affetto era sincero, limpido, mi mandava foto di Serena in cucina, gli spedivo immagini dei libri acquistati sulle bancarelle. Peter mi spronava a cercare un lavoro 'alla mia altezza', come fossi un'intelligenza rara o una donna dalla cultura sconfinata, mi diceva che aggiustando il tiro a certe mie quest, avrei ricavato buoni romanzi, io gli ripetevo di non avere costanza.
«Serena è un editor.» chiamava la sua compagna su Skype: «Daresti un'occhiata?»
Serena annuiva: «Mandami tutto, allegato in una email. Concedimi tre mesi.» rispondeva con la sua spontanea allegria: «E fra dieci anni, la Rowling avrà una degna pari. Non quelle disgraziate senza buon gusto che parlano di Vampiri luminosi e di donne sottomesse!» esclamava vivace.
Seppi da Wilfred che si erano lasciati, anzi che Peter aveva congedato Serena, tra un'assenza e l'altra dal posto di lavoro.
Wilfred cercava Peter, Sandrine cercava Peter, persino Paul lo cercava, lui si ritraeva, gli ho mandato un paio di email da Boston, per fargli sapere che ero sempre sua amica, che ero a disposizione, se non voleva parlare con la famiglia... Quando ha imboccato la strada sbagliata?
Lui era altruista, aveva a cuore gli altri, aveva sogni e progetti da realizzare, quando ha gettato tutto per ascoltare un bisbiglio nelle tenebre?
«Vivi una vita difficile, cose che per altri sembrano facili per te sono sfide. Entrare in un ambiente sconosciuto, girare in macchina, sono missioni non da poco, perché potresti trovarti di fronte ad uno spirito nella fase di negazione della sua morte. O addirittura uno incazzato che ti si lancia addosso perché puoi vederlo. Io so come ci si sente, ho provato a dirtelo, sbagliando i modi, ma io che vuol dire sentirsi fenomeni da baraccone per quello che si è costretti a vedere. Ti ho mostrato cosa vedo ogni giorno, come vivo e guardarmi anche ora, mi ha rotto la mascella e la tibia e non sento quasi nulla.»
Peter è forse rimasto all'ombra di tutto questo, ho il suo diario, non sono certa di volerlo, di poterlo leggere, l'ho preso per evitare che Wilfred o Sandrine lo trovassero. Lo terrò in un cassetto, forse il mio fardello sarà custodirlo, non scoprire chi era il mio caro, dolce amico.
Ho passato intere notti a consolare Wilfred, persino nel sonno, accarezzandogli i capelli mentre aveva un incubo, tenendolo stretto quando sembra vacillare.
Serena avrebbe fatto lo stesso con Peter, ovviamente, forse lui non l'amava più e non era uomo capace di mentire...
Lasciar andare qualcuno è difficile, esigiamo delle risposte, vogliamo che ci sia un conforto, un addio, raramente succede.
Io l'ho provato con papà, nessuno dovrebbe passarci e più o meno tutti attraversano questa strada.
La morte lascia un vuoto, uno spazio nero nell'anima, un baratro dove escono le nostre paure, abbiamo tutti uno spazio oscuro dentro di noi, tutto ciò che possiamo fare è imparare a conviverci.
I know someday
I'll hold you again
You and me together again
But untill that day
I'm thinking of you.

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