Enid Grace Kingstone non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.
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lunedì 13 luglio 2015

Crazy for You

Enid arriccia il naso, rimane a scrutare il liquido alcolico. Resterebbe seduta sino al mattino, avesse la mano di Wilfred fra le dita. «Coraggio, follia… Il confine è labile.» fa ciondolare la testa con un sorriso sardonico. «Hai il libro ma non puoi sapere tutto: devi essere informato, non avere paura di chiedere aiuto, non sentirti a disagio nel farlo. Agisci per salvare delle vite. George Mott non ha scritto una riga per loro, ha scritto per te e hai il diritto di sapere il più possibile.» consiglia cercando di guardarlo in volto. Prende il bicchiere, aspetta a portarlo alle labbra. «C’è Jeremy e Raissa. Non sei solo, non devi sentirti tale.» manda un sorso in gola. Ha una sensazione di calore leggera. Ispira ed espira, posando il vino, sorride dolcemente. «Non faccio i bagagli, Wilfred.» quasi sussurra: «Perché sono innamorata di te. Credo di esserlo stata dalla prima volta che abbiamo parlato. Non voglio starti lontano, non voglio perderti. Desidero ascoltarti, consigliarti, baciarti, stringerti la mano e guardare il volto cambiare espressione.» fa una pausa, a prendere fiato e coraggio. «Marlene mi protegge, io sarò prudente ma qualunque cosa accada, io non me andrò. L’incontro alla piscina, il nostro primo bacio, questa sera superano la paura, anche il male, mi rendono felice, mi rendono forte. Sei tu, Wilfred, a valerne la pena e se tanti lo pensano è perché sei un uomo che è facile amare.» cerca di sorridergli, non prova imbarazzo, anzi è sincera e ciò la rende molto tranquilla.
Wilfred cerca di accostare la mano di Enid alle labbra. «Non sono solo. Non penso di esserlo.» ripete piano. «Farò tutto quanto sia necessario, non voglio soffrire, non voglio morire perché sono felice e se lo sono è perché nella mia vita ci sei tu.» gli viene spontaneo aggiungere. Le parole di Enid sono toccanti, si sente quasi colpevole per non essere stato ugualmente schietto, per aver temporeggiato con termini cauti, per una ritrosia che è svanita davanti alla limpidezza di Enid, alla sua sincerità, al suo coraggio di mettersi in gioco. Sorride come fosse stato sconfitto. «Ho sempre creduto che fossi speciale, ogni aspetto del tuo carattere mi attraeva: la creatività, la sensibilità, la mitezza, l'intelligenza e poi sei bellissima. Conosco la tua opinione, mi spiace non riesca a vederti con i miei occhi, ma sei splendida. Eri giovane, quando ci incontrammo, non volli fare pressioni. La vita agì per noi, quando ti rividi a Sunnydale... Capii che non era un'infatuazione, che non era un affetto fraterno. Capii che se avessi ripreso a frequentarti, mi sarei innamorato di te. È avvenuto e niente di così naturale, spontaneo, sereno era accaduto. Sapevo di chiederti tanto, perché non sono più un semplice professore, però non dubitavo fossi abbastanza forte da sentire la realtà, senza vacillare. È anche per questo che ti amo. È un sentimento così vivido, così intenso che credo possano vederlo, qualcosa come una scritta al neon 'Pazzo di Enid' o qualcosa di simile.» ride scrollando le spalle. «Questa è la mia esistenza, oggi: ci sei tu, la donna che amo e i miei guai, i miei dover, i miei affetti e voglio restare qui. Voglio continuare ad avere l'impressione che la scritta al neon sia sopra la mia testa.» si sporgerebbe per baciarla, poi cercherebbe degli argomenti più adatti a una serata romantica.

  

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