Enid Grace Kingstone non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.
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venerdì 24 luglio 2015

Lovin Memory (Our Farewell)

Sweet darling you worry too much, my child
See the sadness in your eyes You are not alone in life
Although you might think that you are.

Marlene poggia il bicchiere sul tavolo e attacca di nuovo la pastarella. Stacca un morso, tanto da riempirsene la bocca . Inghiotte «Io non credo che ti voglia attaccata al sifone della doccia.» fa segno delle virgolette volanti con la mano libera che porta alla bocca per ripulirla dalla cioccolata. «Non mi sembra il tipo.» Anche se l'ha visto solo una volta. «Io credo semplicemente che ti ami, e che lo terrorizzi la sola idea che tu possa finire con l'essere qualche danno collaterale in un qualcosa legato a lui.» poggia il mento nel palmo della mano. «Non ho idea di cosa ti abbia detto, ma vedere gli spettri non è bello, spesso entri in una stanza nuova e vedi un cadavere appeso alle travi del soffitto, molti spiriti sono aggressivi, minacciano, terrorizzano. Tu sei la parte pura della sua vita e credo che semplicemente mantenerti così il più a lungo possibile.» Si porta in bocca un pezzo di brioche e mastica «Anni fa fui maledetta da un demone, ogni volta che chiudevo gli occhi avevo degli incubi terrificanti, e per non addormentarmi mi tiravo coltellate alle gambe o alle mani per farmi male.» Non è il quadro di salute di una persona mentalmente sana, ma in quel periodo non lo era. «Mervin, il mio primo marito, cercava di rimanere il più possibile sveglio , così facevo finta di appisolarmi per farlo riposare. Da sveglio aveva sempre un aria così terribilmente preoccupata, ma quando dormiva...» sospira «Era adorabile.» la voce si colora di tenerezza e nostalgia, lo sguardo si abbassa sul dolce nel suo piatto. «Io penso che Wilfred non voglia arrivare al punto di dover guardarti dormire per vederti serena e spensierata, senza tenere in conto che, tenerti lontano dai suoi guai, non potrà fare altro che far aumentare l'ansia che senti.» Infila in bocca l'ultimo pezzo di brioche, sì, ha il peso forma di un folletto, ma mangia come un bue muschiato australiano (!) «Io ti consiglio di prenderlo a brutto muso e dirgli: ora stiamo insieme, questo significa che stiamo insieme nel bene e nel male, anche se il suddetto male fa paura.»


Enid ascolta senza interromperla, non ha bambini, quindi non vi mette becco. Sorride e abbassa la testa. Mangia un po' il suo dolce. Se vuole dire qualcosa, lo tiene per sé. «Sono contenta che qualcuno non lo veda come un folle esperimento.» ribatte verso Marlene, ride di seguito. «Pensavo legata al termosifone. In realtà, circa la storia di Gabriele non ha detto nulla e sono io che mi chiedo perché abbia seguito il gatto, senza assicurarmi che l'osso ci fosse. Non ho visto Jody, non l'ho sentita, non c'era poi tanto spazio. Può averla nascosta, può aver pensato fosse al sicuro con lui, mentre con gli Spiriti in giro rischiasse molto. Non ne ho idea e alla fine, penso abbia fatto la scelta più saggia per me, per Jody.» si stringe nelle spalle, la faccenda le pesa. Aver lasciato il Messo di Dio inchiodato è qualcosa da Inferno per direttissima, questo pensa e le spiace, tanto da singhiozzare come una bambina, scoperta la verità. «Mervin.» ripete il nome, forse l'ha già sentito. Congiunge le braccia in grembo. «So cosa intendi.» fa una pausa, guardando il tea. «L'ho detto. Mi ha detto che non vuole frenarmi, che cercherà di tenermi al corrente di ciò che può. Wilfred non è possessivo, non potrei sopportarlo. Io sono insofferente. Lui mi lascia i miei spazi, si prende i suoi. Sai già come ci siamo conosciuti, sai non pensavo che uno come lui, restasse alzato sino all'alba per finire una quest. Sai, adesso, sembra meno informale ma all'epoca aveva la barba curata o era rasato del tutto, vestito come andasse a un matrimonio e nulla, pensavo che tutto quello che potesse dirmi fosse 'Un caffè lungo, grazie' e invece... Non è mai stato così.» inclina la testa. «E Mervin. Come l'hai conosciuto?» chiede sottovoce.
Marlene «Non capisco perché qualcuno dovrebbe.» risponde perplessa corrugando la fronte. «Tu sei figa, lui pure...» disegna un cerchio con le due mani: «Coppia perfetta con futuri figli perfetti.» non ha filtri mentali, nulla di nulla. Dice quello che pensa, senza manco rendersene conto o chiedersi se, magari, sta passando il segno. «Credo che alla fine, lo scopriremo solo quando Gabriele sarà libero. Se l'ha trovata , sono certa che lei sia ancora viva.» Non ha il minimo dubbio sulle capacità del fratello, chiamiamolo maggiore. Piega la testa verso una spalla. «Beh le apparenze ingannano, guarda me. Diresti mai che ospito nel mio corpo un angelo?» le chiede ridendo: «Ho come la sensazione che tu ti guardi attraverso delle lenti appannate, Enid.» piega la testolina verso una spalla prima di ficcarsi tutto in bocca un pezzo di brioche. Si succhia le dita, prima di pescare dalla borsetta una salvietta per pulirsi bene le mani. Si ferma, quando la ragazza gli chiede di come ha conosciuto Mervin «In un pub.» risponde «Io ero appena stata mollata dal mio primo fidanzato, uno stronzo che quando gli dissi chi ero se ne andò, lui, da lì a qualche tempo, avrebbe perso la sua fidanzata, una lycan, barbaramente uccisa da un vampiro.» tira un angolo della bocca: «Un incontro voluto dal destino direbbe qualcuno...Io ne sono convinta.» Non le è facile parlare di Mervin, il dolore della perdita è sempre lì, sopito, ma non dimenticato. «Era il primo Uprooted che vedevo, ero stata trovata da un gruppo di Osservatori che ancora non sapevo bene dire cosa mi fosse successo, e prima di andarmene, gli toccai un braccio per assicurarmi che fosse reale. Non mi scorderò mai la sua faccia. Perplessa. Il giorno dopo lo vidi, di colpo, vicino all'altalena dove stavo andando in piedi e per poco non volai a faccia per terra. Due incontri, ed ero innamorata di lui per la vita.» ficca nel posacenere fra loro la salvietta appallottolata e prende il suo bicchiere. «Siamo stati amici per molto, anche se io morivo ogni volta che mi sorrideva, soffriva un lutto terribile e non volevo approfittare di lui e del suo momento di debolezza. Mi dichiarai , infatti, quando mi chiese se pensavo ancora ad Alexander e dopo che gli abbi gridato che lo amavo, con calma, mi disse: Oh anch'io.» Tralascia il fatto che fosse in pigiama in quel momento. «Non era un uomo semplice, non parlava molto, e se si arrabbiava, cazzo...» scrolla la testa: «Però io lo adoravo.» Si passa una mano sulla fronte. «È morto di infarto l'anno scorso., episodi cardiaci li chiamano, i Cooper, da quello che ho capito sono soggetti a morire così di botto.»
Enid muove le dita della sinistra nell'aria. «Non sono un carattere molto aperto, non sono disinvolta. Non sono sempre sorridente, ho bisogno di avere momenti miei. Wilfred è più rilassato, anche se non sembra ma se non lo fosse, non avrebbe metabolizzato questa faccenda con tranquillità. Non ha perso il suo equilibrio, non ha veramente vacillato. Tutti abbiamo momenti difficili nel nostro passato, ne usciamo cambiati.» sposta la mano, l'appoggia al tavolo. «Siamo sempre andati d'accordo, ci comprendevamo ma una relazione è diversa, ci sono giorni in cui sei incazzata, si può litigare, scoprire dei difetti. Non è più un sogno. È la realtà e non è mai soffice. Mia mamma era perplessa, ma lei non sa perché ho rotto col mio ex.» dice e non lo sa neppure Marlene, perché cambia argomento. «Piano. Non siamo ancora preparati per riprodurci come i Gremlins in una piscina.» un'immagine romantica, tenera, affatto nerd. «Penso che non sia il Destino, forse... Dio o qualcuno che ci ama, ci dà la forza per andare dalla parte giusta. Una Lycan.» annuisce, non sono cattivi. Non tutti. Ha imparato bene. Resta silenziosa, la storia la colpisce molto profondamente. «Avrei voluto conoscerlo, essere sua amica.» mormora a bassa voce. Non sa perché, ma quelle poche parole dipingono un uomo amato, generoso, vero. Pensa immediatamente a cosa farebbe se si trovasse col corpo esanime di Wilfred, stringe i denti, non osa parlarne. Sembra scossa. «Mi spiace che sia... Capitato a te, a voi.» farfuglia, sospira. «L'hai incontrato, hai avuto due figli splendidi che hanno il suo cuore, tu hai il suo cuore e lo fai conoscere anche a chi non ha questa fortuna. Vi siete amati. Siete stati felici. Siete una famiglia e nulla può scioglierla, perché è stata creata col cuore. Con l'amore. Tu porti il suo ricordo, questo non lo farà mai svanire.» deglutisce. Respira a fondo. «Mio papà morì di infarto, ma fumava tre pacchetti di sigarette al giorno con la cicca di una, si accendeva l'altra. Era buono, era introverso, era cupo qualche volta, neppure mia mamma arrivò sino all'origine della sua oscurità. È morto di sera, un attimo e io ero senza di lui. Tutto quello che volevo dire, non l'avrebbe sentito. Ho chiamato subito Wilfred. È rimasto con me per giorni. Giorni che non ricordo, solo lacrime, caldo soffocante... Mangiavo? Bevevo? Non ne ho idea. L'avevo perso, senza capirlo. L'avevo perso e lo volevo indietro.» porta la mano alla fronte. «Okay. Non è lo stesso. Scusa.» bofonchia. Un miscuglio di dolore, nostalgia, rabbia che esplode nel cuore.

Never thought
This day would come so soon
We had no time to say goodbye
How can the world just carry on?

Marlene non chiede. Nonostante arrotondi le sopracciglia quando Enid accenna al suo ex, rimane in silenzio senza infilare il suo delicato nasino in faccende che non la riguardano. Finisce il suo tea e fa scivolare in bocca un pezzetto di ghiaccio «Mai sentito parlare che gli opposti si attraggono?» le chiede «No, è vero, eh.» Alza un ditino: «Avere a che fare con qualcuno perfettamente uguale a te sulla carta sembra fantastico. Nessuna discussione, tutto che scorre liscio, in pratica due palle.» Si appoggia allo schienale della seggiola , le braccia lungo ai poggioli «In una coppia si cerca nell'altro le qualità che non si hanno, io sono...» agita una mano all'aria: «James ha tutte le qualità che io non ho e che mi piacerebbe avere.» Alza le spalle: «Magari lui è più spigliato, più aperto con gli altri, ma gli piacerebbe essere riflessivo come te e non buttarsi subito di testa nelle cose.» Si appoggia il viso nel palmo della mano: «Ti sarebbe piaciuto e a lui saresti piaciuta.» mormora. Sistema la gonna sul ginocchio. «Non credo che riuscirà mai ad entrare nell'ottica di rendere semplicemente grazie per averlo avuto nella mia vita. C'è una parte di me, una considerevole parte di me, che è arrabbiata per quello che è successo e, probabilmente lo sarà per tutta la vita.» Inspira profondamente: «Il primo vero desiderio della mia vita è poter stare con lui per sempre...Non si è avverato.» In fondo, per quanto Azrael sia forte in lei, rimane per sempre un essere umano. Si umetta le labbra, lasciando la punta della lingua per un momento a premere sul labbro superiore: «Non dico però di essere stata una persona sfortunata, ho perso molto nella mia vita, ma in qualche modo, questa ha girato e io mi sono ritrovata ad avere colmato il vuoto che c'era. Ho perso Mervin, è arrivato James, è stato un miracolo quotidiano. Uno di quelli che il Padre regala ai suoi figli e che , questi, difficilmente riconoscono.» Ascolta la storia di Enid in silenzio e quando questa si scusa, la bocca alzando una mano «No.» appoggia di nuovo la mano sul bracciolo della poltrona. «Il padre è il primo amore, no, non nel senso freudiano del termine.» ride: «Intento che iniziamo ad amare i nostri genitori per prima cosa, è il primo affetto, il primo legame, la prima traccia che fa di noi quello che siamo. Un silenzio può valere un insegnamento quando sei un bambino e persino un padre che non parla molto, può essere una fonte di insegnamento continua.» Cambia posizione delle gambe sotto la seggiola, spostando lievemente il peso del corpo da una chiappa all'altra: «Però, anche nel tuo caso c'è stato un rovescio della medaglia. Se da una parte non c'erano più i passi di tuo padre da seguire, c'era il braccio di Wilfred a cui aggrapparti. Un amore per un amore, sembra infantile a dirlo, ma ho imparato che, non c'è nulla di più bello che onorare l'amore che qualcuno ci ha dato, non perdendo la capacità di provare affetto, ma riversandolo su qualcuno di altrettanto degno.» L'aura si alza, un discreto benessere che dovrebbe filtrare attraverso il corpo di Enid come una quiete pace dopo la bomba di dolore che l'ha sopraffatta. «E poi...» aggiunge Azrael: «La morte non è altro che solo l'inizio di un'altra vita, una vita diversa, ma pur sempre vita. Nulla è perso, mai, finché è amato.»
Enid tiene il bicchiere sollevato di pochi centimetri. «Non siamo opposti, abbiamo molto in comune nella nostra diversità. Lui ripete di essere paziente, in qualche modo lo è: se vuole qualcosa, non importa quanto tempo impieghi, quante energia spenda ma la ottiene. Non è testardaggine, non l'ho mai visto discutere per questioni futili, in quello è accomodante. Ha questo senso della giustizia che lo porta a indignarsi, a lottare, ad arrabbiarsi. L'ho anche io, ma per lui è un fuoco che travolge. Io cerco di essere meno istintiva. Lui sarebbe rimasto con Gabriele. Lui avrebbe tolto i chiodi, fottendosi le mani... L'avrei fatto io stessa, ma non si sarebbe allontanato. Mai. A costo di tagliare gli alberi e trascinarlo in città. È fatto così e lo ammiro per questo, anche se ho paura che venga sconfitto, che venga ferito.» sospira. Fa spallucce. Lascia passare dei minuti in silenzio. «Io sono stata fortunata: ho avuto due genitori da amare. Ho avuto l'utile e il superfluo. Ho trovato degli amici. Ho trovato un modo per cavarmela. Ho sofferto. Sono stata felice. Ho amato Wilfred senza essere corrisposta, lui lo sapeva, non serviva dirlo, eppure mi ha sorretta come amico, il suo affetto era sincero, mi aiutava ad andare avanti. L'ha fatto in tante occasioni. Non mi ha mai ferita, anche se vedevo come guardava Jenny, anche se faceva male, lui non teneva il manico del coltello che avevo nel cuore. Poi, ritrovarlo e sapere di essere corrisposta, provare qualcosa che ignoravo è stato tutto... Un dono... Un miracolo... Sono fortunata. Potevo avere meno amore.» conclude. Annuisce alla frase di Azrael. «Non è perso. Non lo perderò mai.» dice convinta. Si placa, gradualmente, l'umore ritorna calmo.
I'll watch you through these nights
Rest your head and go to sleep
Because my child, this is not our farewell.
This is not our farewell.

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