Enid Grace Kingstone non esiste e così la sua famiglia.
Tutto quello che viene riportato su queste pagine virtuali, quindi, non è realmente successo.
È frutto della fantasia di un gruppo di players che si divertono.
Dove?
Qui

giovedì 11 giugno 2015

Fear

La signora Mason si è mostrata molto comprensiva, ha portato i gemelli da me ed è venuta a prenderli, finito il turno all'ospedale. È riuscita a procurarmi dei sonniferi, sono abbastanza forti, spesso la mattina faccio fatica ad alzarmi, se non fosse per Gitel rimarrei a letto sino a mezzogiorno.
I lividi sul collo sono freddi, li tengo nascosti come meglio posso, ho l'immagine dello stagno nebbioso nella testa, posso distrarmi ma rimane in un angolo, a ricordarmi che c'è qualcosa di oscuro al mondo.
Wilfred sembra conviverci con serenità, come se fosse riuscito a incasellare l'evento in un contesto che io ignoro, nei suoi messaggi non fa alcuna menzione alla figura ammantata, a Clarice Cooper, tenta di distrarmi e può darsi stia facendo la cosa giusta, anche se vorrei soltanto una spiegazione.
Non riesco a chiedere, ho timore della verità. Devo assolutamente scuotermi, andare avanti con la mia vita o finirò per blindarmi in casa, isolandomi da tutti.
Wilfred mi ha proposto di uscire, ho accettato. Avrei potuto insistere perché restassimo in casa, invece ho scelto di allontanarmi un po' da queste quattro mura.
C'è una cosa che ho imparato, a caro prezzo: la forza per alzarsi arriva da dentro, dalla nostra capacità di reagire, possiamo cercare aiuto e conforto, ma il peso grava su di noi e così la scelta se farsi condurre o prendere la propria strada.
Io ho commesso parecchi sbagli, in passato, ne porto i segni sul corpo e nell'anima ma ho sempre deciso cosa fare e stavolta non farò eccezione.

Nessun commento:

Posta un commento